L’ambiente… a casa nostra

In Italia esistono ben 45 aree inquinate oltre ogni limite di legge. In queste zone le malattie terminali sono aumentate anche del 90% in soli 10 anni. La causa è l’inquinamento industriale che espone 6 milioni circa di persone ad arie malattie potenzialmente mortali.
Secondo i dati del Ministero della Salute e quelli di “Mal’aria di Legambiente”, l’inquinamento uccide quasi 60mila italiani. Nel 2015 48 capoluoghi di provincia hanno superato i limiti di PM10 misurati dalle centraline, fissati in 80 microgrammi per metro cubo per più di 35 giorni.

Le aree più a rischio:

Frosinone, 125 giornate oltre i limiti di legge; Pavia 114, Vicenza 110, Milano 101, Torino 99, Roma con 65 giorni è al 25 posto.

Oltre al PM10, le centraline hanno registrato concentrazione di PM2,5; mentre il primo si ferma nei bronchioli, il secondo penetra fino ai polmoni. Per quanto riguardo l’ozono, i dati sono pesanti: una città su 3 ha superato i limiti e nel 2014 sono stati 28 i capoluoghi di provincia fuori legge.

Cosa potremmo fare per combattere l’inquinamento?

Incrementare il trasporto su ferrovia, limitare la circolazione dei veicoli a gasolio, limitare il riscaldamento delle abitazioni e pubblici uffici, favorire il trasporto pubblico, costruire piste ciclabili nelle aree urbane.

L’Italia è il paese europeo con il più alto numero di aree a rischio a causa dello smog e lo si legge nel rapporto sull’inquinamento dell’agenzia della Ue. In tale rapporto si sottolinea che “i rischi maggiori per la salute da inquinamento e cambiamenti climatici si registrano nelle aree dove i redditi e il livello d’istruzione sono inferiori alla media europea e alti i tassi di disoccupazione”.

L’Italia è tra i peggiori insieme a Grecia e Slovacchia. Abbiamo molto da fare senza indugiare…Forse si è già perso troppo tempo!

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