#NDC

Dalle mimose alle proteste: sciopero dell’8 marzo

Sciopero dell’8 marzo: perché protestare durante una festa?

Lo sciopero, svolto anche negli anni precedenti, coinvolge soprattutto i mezzi di trasporto, a partire dai treni, bus, aerei. Secondo le fonti, la protesta durerà 24 ore, anche se per i trasporti pubblici viene garantito il servizio essenziale: dalle 5:30 fino alle 8:30 e dalle 17:00 alle 20:00 (almeno nelle grandi città come Roma, Milano, Firenze, ecc.). Sono coinvolte anche le strutture turistiche, castelli e musei.

Lo sciopero è contro la violenza sulle donne ed i femminicidi, contro le molestie di ogni tipo, sul lavoro e fuori; contro la precarietà e la privatizzazione del welfare; contro l’obiezione di coscienza nei servizi sanitari pubblici e a difesa della Legge 194, per il potenziamento della reta nazionale dei consultori; contro il disegno di legge Pillon su separazione ed affido. La protesta, come nella città di Roma, si propaga anche sulle scuole: un fatto che di certo porterebbe molto disordine.  

Viviamo nel periodo in cui le proteste e gli scioperi sono molto frequenti. Si tratta del femminismo, o di una protesta necessaria a nome di tutte le donne?

“Gli obiettivi principali sono: avere condizioni di lavoro e di vita sostenibili, ottenere un salario minimo europeo, estendere le indennità di maternità, paternità e parentale, ottenere l’insegnamento dell’educazione sessuale e alle differenze in tutte le scuole, essere libere di camminare per le strade senza avere paura e di rompere legami violenti ricostruendo le proprie vite senza paura di essere uccise, accedere alla contraccezione e alla interruzione volontaria di gravidanza gratuite, e alla procreazione medicalmente assistita anche da non sposate.” – viene citato da GenovaToday.

La cronaca di domani ci darà le sue risposte.