Delitto in laboratorio

Il tecnico di laboratorio Prunoli e l’ITP Stirocchi tornavano, dopo avere bevuto il caffè al distributore di bevande, verso il laboratorio di Misure Elettroniche nell’Istituto Tecnico Giulio Cesare, plesso scolastico che ergeva la propria severa e imponente figura nelle nebbie della bassa.

Camminando con passo flemmatico, stavano discutendo animatamente sulle vicende calcistiche delle loro squadre, ossia Inter e Napoli, impegnate a inseguire quella che entrambi reputavano l’origine dei mali del mondo, ossia la Juventus.

Entrati nel laboratorio, vuoto in quell’ora, trovarono il Prof. Barresi di Elettronica, seduto sulla sua sedia, che sembrava dormire, con il busto reclinato in avanti sulla cattedra.

  • Guarda, sta dormendo… – disse Prunoli
  • Facciamogli prendere uno spavento… – Suggerì Stirocchi, che era un buontempone.
  • Faccio io – propose con complicità Prunoli – lo faccio piano, se no gli piglia un infarto….

Si avvicinò con passo felino al Prof e giunto al suo fianco esclamò a voce poco più alta del normale, toccandolo sulla spalla

  • Uelàà!!  Si dorme, Barresi! ….

Il corpo del prof si piegò sul fianco mentre cadeva a terra il telefono portatile nero del laboratorio e poco dopo anche lui, lentamente, rotolò a terra: era indubitabilmente morto, e da qualche tempo!

Stirocchi esclamò un significativo – Caz..! – Guardò negli occhi Prunoli e valutando le proprietà motorie del collega, si mise a correre verso la portineria per dare l’allarme…

  • E’ un bel problema… – disse sottovoce tra sé e sé l’Ispettore Demaglia che era appena arrivato con i fidati agenti Gallini e Bernardelli sul luogo della tragedia.

L’istituto era stato blindato da imponenti forze di sicurezza: nessuno poteva entrare o uscire. Fuori, nel gelo dell’inverno padano si stavano concentrando attorno al Giulio Cesare decine e decine di operatori televisivi, della radio, di costume che si aggiravano come squali intorno all’edificio, nella speranza di poter intervistare qualcuno, o perlomeno di avere qualche particolare raccapricciante…

Era intervenuta un’ ambulanza con i medici che avevano constatato il decesso del malcapitato e successivamente la scientifica che aveva prelevato campioni nel laboratorio, sul e attorno al corpo: lo aveva quindi rimosso e trasportato fuori dall’edificio per essere sottoposto agli esami di routine.

Gli agenti Gallini e Bernardelli nel frattempo interrogavano senza pause chiunque capitasse loro a tiro, era la loro specialità, ed incalzavano senza sosta i malcapitati che non rispondevano in maniera esaustiva alle domande che venivano poste loro.

All’ interno la situazione era paradossale: si era tentato di non divulgare l’evento per evitare il panico, ma come sappiamo una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall’arco scocca, vola veloce di bocca in bocca**: quindi 1500 studenti e 150 insegnanti stavano accatastati sulle porte delle relative aule premendo sulle logore e insicure porte, sporgendo fuori i colli  spinti da irrefrenabile curiosità..

La preside Ciglioni si aggirava nei pressi della presidenza rispondendo a telefonate provenienti da tutti i possibili uffici direttivi del Ministero, mostrando una forzata calma ed esplodendo, a intervalli regolari, in irrefrenabili crisi di pianto.

Il Vicepreside Dellina, invece, vagava per l’istituto apparentemente senza una meta, con lo sguardo un po’ perso, invitando alla calma chiunque incontrasse, e sostenendo che in fondo era tutto normale….

  • Che la terra ti sia lieve Barresi: eri un prof umano, non negavi un 6 in informatica a nessuno… – disse a bassa voce la studentessa della Quinta Liceo  Morugli, con a fianco il fedele compagno di classe Sorsi.

Martina “Marple” Morugli era una studentessa   anarchica per natura, dotata di viva intelligenza e sagace ironia: i professori la odiavano perché otteneva risultati brillanti senza tanti sforzi apparenti: oltretutto temevano le sue osservazioni sempre argute e ironiche. Simone Sorsi era ovviamente innamoratissimo della sua compagna e la seguiva fedele e docile come un animale da compagnia.

  • Ehi Simo, hai notato il colore delle dita di Barresi mentre lo portavano via? -chiese la Morugli a Sorsi in maniera pleonastica: sapeva che non aveva notato niente, come tutti i maschi…. D’altronde lei aveva una visione  assolutamente ginecocentrica*  del mondo per cui i maschi erano esseri inferiori  utili però come autisti e pagatori dei conti. In questo modo si destreggiava tra svariati spasimanti cui sfuggiva sempre sul più bello, lasciandoli con un palmo di naso a spasimare, mentre il suo livello di vita poteva ritenersi invidiabile.. e soprattutto rimaneva totalmente libera!
  • Avevano un colorito nerastro – rimuginò tra se e se Martina – mentre il resto del braccio che siamo riusciti a vedere, sulla barella che lo trasportava, aveva il normale colorito tortora cadavere.. mhmm… qui devo parlare con qualcuno che si occupa delle indagini… 

Si rivolse quindi alla Prof. Gabbiani e chiese di parlare con chi svolgeva le indagini: l’insegnante, dopo vario confabulare con tutti i livelli della gerarchia scolastica, la fece scortare da un agente verso il luogo del delitto

  • Il mio assistente Sorsi viene con me, è in-dis-pen-sa-bi-le – affermò con aria sicura la Martina e con stupore tutto l’istituto vide il poliziotto, seguito da lei a testa alta e da Simone a testa bassa, dirigersi verso il laboratorio..
  • E così mi hanno detto che vuole parlare con me? –

Disse Demaglia anticipando i suoi 2 sottoposti che erano già pronti a triturare la malcapitata con un elenco di domande che ci sarebbe voluto un rotolone Regina per elencarle tutte…

  • Posso fumare? Mi aiuta a ricordare e pensare meglio… – chiese a bruciapelo la Martina
  • SSiii… – rispose incerto Demaglia colto di sorpresa da una richiesta così diretta e così spavalda in quel frangente… la sua risposta contravveniva a un centinaio di norme d’istituto e inoltre causava sincero stupore ai suoi agenti che lo sapevano ligio alle  regole e intransigente anche con se stesso…
  • Non gliela offro – disse tranquillamente la Martina tra le volute di fumo* – perché ho notato che nonostante l’età non più giovanissima, – affermò senza nessun riguardo – lei è ancora in forma perfetta e longilinea. Quindi fa sport. Ma avendo poca massa dorsale e bi e tricipidi normali (e gli tastò le braccia), significa che lei corre… quindi deduco che  non fumi… e gli sorrise a 32 denti…

L’ispettore socchiuse gli occhi, si mise sulla difensiva, la sua attenzione salì al livello defcon3* e quasi sibilando sussurrò

  • Vai avanti
  • Ho bisogno di sapere come è stato trovato il corpo …. Chiese decisa la ragazza

E Demaglia le passò il testo della testimonianza di Stirocchi. La Marple (perché adesso ERA Miss Marple) lesse avidamente i fogli , girò lo sguardo per il laboratorio, si soffermò sulla base viola del telefono e chiese:

  • Il telefono caduto quindi l’hanno portato via?
  • Si, l’ha preso la scientifica…. –

disse prudentemente Demaglia cercando conferma negli occhi di Gallini, che era la  memoria visiva del commissariato

Martina Marple accennò ad un sorriso, aspirò una boccata di fumo, si stirò sulla sedia guardò il fido Sorsi che in un angolo cercava di mimetizzarsi con l’arredamento del laboratorio, e disse

  • Chiamate Stirocchi e Prunoli

Quando furono nel laboratorio socchiuse gli occhi e iniziò il suo monologo

  • La zia Agatha sostiene che una coincidenze è una coincidenza, due  sono un indizio, tre sono una prova:

la prima coincidenza è che negli ultimi tempi il Sig. Prunoli non beveva più il caffè della mattina con gli altri ITP ma con il prof. Ribelli di Chimica, quello che ormai è partito su una piattaforma nell’oceano Artico… Me lo riferiva sempre Sorsi quando con la scusa di andare in bagno mi prendeva la cioccolata delle 9… Non erano mai stati amici, cosa avevano da raccontarsi?… Col senno del poi Ribelli era un chimico, quindi pratico di veleni. La seconda coincidenza è che invece nelle ore buche la bellissima Prof.ssa Balzarelli prendeva il caffè con Barresi, rifiutando gli inviti frequenti del Prunoli… Terzo indizio la mattina dell’omicidio, Prunoli e Stirocchi, che mai andavano assieme alle macchinette, rimangono mezz’ora a prendere il caffè e a parlare… Ecco quindi la domanda: Prof. Stirocchi, stamattina prima che vi prendeste la pausa, vi sono state molte chiamate sulla linea del laboratorio?

  • Hmm – si mi pare di sì – disse prudente Stirocchi – infatti quando siamo andati a bere il caffè Prunoli ha lasciato il telefono a Barresi che stava lavorando al computer….
  • Perfetto – sorrise Martina – e per caso il Prunoli aveva i guanti?
  • Ora che ci penso mi pare di sì perché stava pulendo una basetta con l’acido …
  • Ecco come ricostruisco i fatti: Prunoli spalma su un telefono portatile simile a quello del laboratorio, ma di altro colore, perché questa base è viola – e tutti guardarono l’inguardabile base viola del telefono portatile in laboratorio – con una sostanza suggerita dal Ribelli : credo possa essere la Tetradotossina*, che è letale anche attraverso la pelle. Con prudenza consegna il telefono a Barresi indossando i guanti: sa che arriverà qualche telefonata perché probabilmente ha chiesto a qualcuno con una scusa di chiamare il laboratorio, e nel frattempo con calma si offre di pagare il caffè a  Stirocchi, creandosi un alibi. Barresi risponde alle chiamate 1,2,3 volte e muore… Quando Prunoli torna, sa che Stirocchi correrà a dare l’allarme, raccatta con i guanti il telefono avvelenato e lo cambia con quello originale su cui imprime le impronte di Barresi. Si infila in tasca guanti e telefono avvelenato e aspetta che scoppi il caos per nasconderlo in un luogo sicuro. Probabilmente lo troverete nel suo sgabuzzino ordinato…

Prunoli guardava con odio la giovane detective e sibilando disse

  • Si, Maledetta, IO ho ammazzato quell’infame: se mi aveva preso la Laura!..  ** Prima o poi avrei ammazzato anche Lei….

Lo portarono lentamente via, mentre teneva tristemente  sottobraccio un cuscino e un gagliardetto nerazzurro, assieme al poster del triplete.

  • Abbiamo parlato con la portineria – dissero Bernardelli e Gallini – Il Prunoli aveva chiesto di chiamarlo in laboratorio ogni 10 minuti per sapere se era arrivato del materiale… Mentre nel caos dello sgabuzzino, non senza fatica, abbiamo rinvenuto questo: – e mostrarono una busta di plastica con all’interno una boccetta, un pennellino, un paio di guanti, e il telefono nero.
  • Sembra che tu abbia vinto su tutta la linea… -Disse Demaglia a Martina
  • Si ma non lo dica in giro: non ho voglia di rilasciare interviste a inutili giornalisti maschi… Dica che il caso l’ha risolto lei….

E intanto guardò il fedele Simone che stava accucciato mogio in un angolo…. Mi sa che dovrò includerlo nella lista degli spasimanti pure lui…- Sospirò l’ineffabile Martina Marple.