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Impressioni di viaggio

In treno per la memoria- viaggio di istruzione a Cracovia e ai campi di Auschwitz e Birkenau
Dal 10 al 14 marzo alcuni studenti del nostro istituto (della 5V e 4B) hanno partecipato a un’iniziativa  organizzata già da alcuni anni chiamata”In treno per la memoria”.Viene proposta per gli studenti della Lombardia, con l’alto patrocinato del Presidente della Repubblica, e si tratta di  un viaggio di istruzione ai campi di Auschwitz e Birkenau. L’esperienza è molto particolare, interessante e ben organizzata e consigliamo a tutti, soprattutto agli studenti delle classi quinte, di farla. In questo articolo non abbiamo tanto voluto scrivere una cronaca-descrizione del viaggio ma raccogliere le nostre riflessioni che la Prof. ci ha invitato a scrivere dopo il ritorno.
Alcune riflessioni degli studenti della 5V
 
1
 
….Davanti all’ingresso del campo di concentramento e sterminio di Auschwitz tremo di freddo sotto una pioggia fitta e sottile. Penso che forse ci sono luoghi dove la primavera non può arrivare, la coltre di orrore è troppo fitta perché i raggi solari possano scalfirla. E’ quasi impossibile descrivere le sensazioni che ti attraversano..
Un’altra cosa era che ,nonostante avessi con me la macchina fotografica,non avevo il coraggio di fare foto in alcune sale, poiché mi sembrava quasi di profanare quei posti. Settanta anni fa la gente moriva in quel posto,io adesso ci sarei andato con la macchina fotografica…non che fosse sbagliato, so benissimo che non si deve dimenticare, ed anzi  una foto aiuta a ricordare anche dopo tanti anni, però suscitava in me un certo malessere ,giusto o non giusto che potesse essere…
 Come si poteva fotografare l’interno delle camere a gas dove centinaia di migliaia di persone erano state condotte per andare a morire? Io proprio non ce la facevo. E le sale dove erano conservate migliaia di valigie,scarpe,spazzole, tute carcerarie degli internati?
Il mio consiglio è di andare a vedere ,è un’esperienza che porterete per sempre dentro di voi e che sicuramente ci preserverà dal dover fare ancora i conti con queste atrocità.
 
2
 
....Certo tutti abbiamo studiato sui libri di storia, personalmente ho letto molti libri,guardato tanti film ma essere lì è tutta un’altra cosa. Ancora prima di entrare l’atmosfera che mi circondava mi metteva i brividi, il cielo era grigio, la natura era spaventosa e il mio cuore batteva più velocemente per la consapevolezza di quello che mi aspettava.”Arbeit macht frei”(il lavoro rende liberi) sapendo quello che avveniva ho subito pensato alla malvagità ,al sadismo e alla perversione dei nazisti,sono stata invasa da un odio così forte e profondo che non avevo mai provato. Per un attimo mi è sembrato di vivere nel passato e vedere i deportati e le SS davanti ai miei occhi, avrei voluto gridare di porre fine a queste atrocità ma il mio dolore era bloccato dentro di me e mi impediva di reagire. Tutto era studiato e progettato nei minimi dettagli e niente lasciato al caso,questo mi ha spaventata ancora di più,  ma allo stesso tempo fatto riflettere sull’umanità che mi circonda e ciò che ho provato è stato solamente disgusto. Per puro caso nei corridoi dei blocchi allestiti ora a museo ho guardato una foto di una ragazza e questa aveva il mio stesso nome,nei suoi occhi ho potuto leggere il terrore di chi aveva già capito tutto. Quegli occhi ancora oggi chiedono perché. In quell’istante mentre fissavo quella foto,quella ragazza, ho capito quanto io sia fortunata e da quel momento ho deciso di vivere la mia vita anche per lei. Il freddo,il gelido silenzio e le immagini strazianti che vedevo aumentavano l’indignazione e il disprezzo che provavo verso chi aveva architettato quel progetto diabolico. I nazisti non si limitavano a eliminare fisicamente i deportati  ma miravano a svuotarli della loro persona, privarli dell’anima….A Birkenau l’atmosfera era surreale,i binari lì davanti ai miei occhi come allora,mi sono sentita disperata e delusa da una società che non molto prima aveva tollerato che si commettessero tali crudeltà….E’ stata un’esperienza talmente forte che un foglio non basta a mettere per scritto ma non sono nemmeno in grado di descrivere tutto perché è davvero indescrivibile.
 
3
 
….La visita ai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau non mi sento di definirla un semplice viaggio di istruzione ma a mio parere andrebbe definito come un pellegrinaggio,una sorta di viaggio che ognuno nella vita dovrebbe fare….La visita ai campi è stata davvero molto toccante dal mio punto di vista,non negherò mai di aver pianto. Ciò che mi ha fatto più rabbrividire è ciò che facevano alle donne e ai bambini perché sono più indifesi. Come possono esseri umani aver fatto tali brutalità nei confronti di altri esseri umani? Come ha potuto un’intera nazione per anni provare così tanto odio per delle persone innocenti….Per gran parte della visita mi è risuonata dentro una domanda.”Perché nessuno ha impedito tutto questo?”..Penso di essere maturata molto dopo la visita ai campi. In me dopo il viaggio è nata la consapevolezza che ciò non dovrà mai più avvenire e che quello che è accaduto non dovrà mai essere dimenticato….Alcuni mi hanno chiesto se rifarei davvero il viaggio,la mia risposta è “ sì” perché è davvero qualcosa di toccante. Il viaggio della memoria sarà qualcosa che mi porterò con me per il resto della mia vita.
 
4
….Allestire stanze intere con materiali e oggetti appartenenti alle persone coinvolte dallo sterminio,compresi i capelli delle donne che venivano rasate appena arrivate e oggetti personali come valigie e scarpe non mi è sembrato il modo migliore per ricordare ciò che è stato. Sicuramente mi hanno lasciato qualcosa,mi hanno permesso di pensare a loro, a ogni singola persona alla quale sono appartenuti quegli oggetti, ma mi hanno fatto anche provare un po’ di vergogna per aver avuto l’occasione di vedere ciò  che a loro fu negato per sempre…..La cosa più difficile ora è capire; io, dopo tutto ciò che ho visto e sentito, ancora non riesco a credere vere alcune storie,credo di aver bisogno di più tempo e magari non riuscirò mai a capire veramente ciò che è successo. Alcune cose infatti mi sembrano talmente surreali e impossibili che non riesco a immaginare degli uomini che arrivino a pensare e attuare cose simili….
 
5
 
….Nonostante avessi letto,visto film e mi fossi documentata sulla shoah e sui campi,quello che i miei occhi hanno visto non può essere descritto in nessun libro. Per renderci conto in prima persona di quello che è accaduto e che ha coinvolto milioni di persone, è necessario andare ad Auschwitz ma non si capirà mai cosa realmente abbia voluto dire per quelle persone; pur vedendo da vicino non abbiamo idea dell’atroce realtà che ha creato l’uomo per un altro uomo come lui. Auschwitz concede la consapevolezza dei crimini di cui l’umanità si è macchiata per riconoscere gli errori e poter dire “mai più”.
 
6
 
…Finalmente eccolo ,in leggero ma stiloso ritardo, il lunghissimo treno tedesco dal fianco rosso,dalle finestre si intravedono le cuccette….Ci è davvero faticoso in principio realizzare come avremmo potuto passare le successive 25 ore in 6 in uno spazio così ristretto..è una battuta che porta a un inevitabile confronto tra la nostra situazione e chi partiva per la stessa destinazione 70 anni fa, e muoviamo i primi metri di rotaia con il sorriso….La mattina sul pullman durante lo spostamento verso Auschwitz la nostra eccellente guida ha lasciato che una voce ci leggesse qualche pagina dal capolavoro di Primo Levi “Se questo è un uomo”,quella voce registrata era soave,molti dormivano ed era calata una calma surreale,la mia stessa mente non poneva resistenza con pensieri superflui al fluire di quelle parole capaci di penetrare nell’anima e lasciare un segno Da quelle parole riecheggiate per tutto il resto della giornata è iniziato il vero percorso di rivelazione,quello che non si può comprendere se non facendo rivivere,per quanto ci è possibile, quei posti….Da quando siamo entrati in territorio polacco il grigio ha pervaso ogni cosa nel paesaggio,a separarci dal cielo una spessa coltre di nuvole troppo tristi per scatenare intemperie,per noi invece la tristezza non puo’ che farsi angoscia quando oltrepassiamo il cancello  con il monito che mille volte  abbiamo udito senza mai sentirlo così vicino ”Arbeit macht frei”.Sento freddo, vedo le pietre appuntite, immagino chi in quel posto non aveva che quattro stracci  e scarpe di legno e inizio a scavare nell’orrore di quel luogo. Tutta la mattina migriamo da un edificio all’altro,ognuno adibito per raccontare un particolare della tragedia. Tanti, tantissimi volti, tante ferite. Probabilmente raccontare qui i particolari che sono stati a noi riferiti ora non suonerebbero che come altri dati,altri numeri,in quel momento invece li potevi vedere tangibilmente……
Ripreso il treno il pomeriggio della domenica dopo una mattinata in teatro per fissare ulteriormente alcune riflessioni,si è ripresentato a me quel ragazzo che qualche giorno prima era salito con 4 vestiti ,un libro e l’immancabile ukulele,ma qualcosa dentro era cambiato anche se ancora ora non saprei descriverlo,la condivisione finale sul treno mi ha fatto capire che nessuno può veramente capire cosa sia successo in quei tragici anni nei campi; è qualcosa di immenso e orribile di cui intravediamo una parte infinitesimale e solo quella è troppo grande per noi,ognuno ha percepito sensazioni diverse,ma siamo tutti consapevoli che abbiamo il dovere morale di proteggere il futuro da una tale devastazione. Un altro pensiero,un ultimo che forse con la sua misteriosa bellezza ha dato un senso in più a tutta l’esperienza, percependo tanto male, vedendo qualunque cosa possa considerarsi umanità dilaniata e ridotta a brandelli,è che lì dove la vita di tanti è stata spezzata nel profondo del proprio cuore nasca una forza nuova,una dirompente pulsione alla vita che si fa sempre più forte. Io scelgo la vita.
 
7
 
Ciò che però mi ha del tutto sconvolta è stato vedere gli ammassi di capelli, di occhiali, di utensili e soprattutto di scarpe e protesi sequestrate agli ebrei dopo il loro arrivo al campo….Sapere che quegli oggetti sono solo una piccola parte della reale quantità può solo spingerci a immaginare la strage che è stata commessa…..Oggi dopo quasi un mese non riesco ancora a capire cosa provo,non riesco a metabolizzare ciò che ho visto e credo avrò sempre delle domande da fare a riguardo,domande che credo rimarranno sempre senza risposta. Questa esperienza è stata difficile e per certi versi dolorosa,ma oggi so quello che i libri di scuola non dicono sulla shoah e mi sento una persona in un certo senso più matura e consapevole.
 
8
 
...Non c’è appello né scusanti storiche che tengano chi visita il campo di Auschwitz-Birkenau lo capisce fin dall’ingresso che da oggi alcune parole non le userà mai più….
Sono stato impressionato moltissimo da un’immagine nella quale si vedeva un medico delle SS che selezionava gli abili al lavoro e un anziano  con il bastone che viene indirizzato verso un’altra fila direttamente verso l’eliminazione…
Dentro di me dicevo:”Le lacrime no,mi offuscano la vista e io devo avere la forza di guardarlo nitidamente questo posto e imprimerlo nella mente perché quello che voglio è non dimenticarlo mai”…Ogni parola detta o pensata in merito all’inferiorità o anche solo alla diversità di una razza, di una religione o anche solo di una categoria di esseri umani è un passo,lungo o corto che sia verso questo ( 2 immagini del campo) orrore.
 
9
 
…Una delle cose che più  mi ha colpito ad Auschwitz è stata la sala che conteneva quintali di capelli tagliati agli ebrei per essere utilizzati nell’industria tessile; tuttavia la visita a Birkenau è stata molto più terrificante. Questo campo era 30 volte più grande e tutto era stato lasciato com’era. Sembrava che il tempo non fosse passato……
Sono tornato sicuramente cambiato e oggi, più di prima, non posso accettare chi vuole cambiare la storia e cancellare la memoria. Rimane un’esperienza indimenticabile che consiglio a tutti di fare perché ti cambia umanamente.
 
10
 
….A differenza di Auschwitz le dimensioni di Birkenau sono immense;il campo era circondato da 17 Km. di filo spinato elettrificato ;ogni giorno moltissimi prigionieri stremati dalle impossibili condizioni di vita, andavano a gettarsi sul reticolato per porre fine alle loro sofferenze….
Ancora oggi a distanza di qualche settimana sto cercando di elaborare quello che ho visto e l’esperienza che ho vissuto. Quello che spesso mi chiedo è come sia possibile che un uomo di per sé folle sia riuscito a convincere tante persone che le sue idee erano giuste,che gli ebrei meritavano di essere discriminati e costretti al lavoro forzato,per non parlare della “soluzione finale”.Come è possibile che le idee di un solo uomo abbiano portato  a un evento storico così drammatico e incancellabile nella storia? Penso che queste siano le domande che ogni persona debba farsi e convincersi del fatto che niente di tutto questo debba ripetersi perché non importa in che Dio crediamo o che colore della pelle abbiamo,non esistono razze superiori o inferiori,esiste solo la razza umana alla quale tutti apparteniamo e dobbiamo essere fieri di essere umani e provare sentimenti di amore verso il prossimo. Quello che ho visto non si ripeterà se tutti lo vorremo.
 
11
 
…Visitare la piazza degli Eroi del ghetto a Cracovia è stato per me qualcosa di emozionante. La piazza è di per sé normalissima solo che hanno costruito grandissime sedie in metallo con sotto una candela:una sedia ogni 1000 ebrei uccisi in quella piazza….
E’ stato un viaggio sensazionale che mi ha fatto provare emozioni che so non proverò da altre parti. E’ un posto che ho sempre desiderato visitare e che mi piacerebbe visitare in futuro per vedere se le emozioni cambiano.
 
12
 
…Non si può capire. Non si può capire finché non ci si trova lì dentro. Ma anche lì dentro, appena superata la terribile e ironica scritta “Arbeit macht frei”, ti rendi conto che non basta vedere per capire; l’essere umano (quello ragionevole,a differenza della belva che agiva dietro quei muri ) non può comprendere un orrore così gigantesco come quello della Shoah. Eppure è successo. Entrando dentro al campo di Auschwitz, e ancor più a Birkenau, si ha come l’impressione di trovarsi in una dimensione surreale, come in un quadro di De Chirico:nebbia, freddo, pioggia e silenzio..un silenzio talmente assordante che sembra di vedere ancora gli spettri dei prigionieri, come se dopo tutto questo tempo, fossero ancora lì dentro, come se il tempo si fosse fermato all’uscita dell’ultimo prigioniero.
Penserete che sia stato sconvolgente, non particolarmente in realtà. Voglio dire le sensazioni, al momento è stato particolarmente toccante ma poi..tutto va avanti. Un Museo può dire poco su quel che è stato Auschwitz, anche se devo dire che guardare le foto, i disegni dei bambini,quell’infinito arsenale di scarpe, valigie, capelli…beh sì sconvolgente è stato. La cosa importante è che quei cancelli non vengano mai chiusi, come dobbiamo aprire i cancelli della “nostra” Auschwitz, quella che ognuno si porta dietro ogni giorno e rappresenta il disprezzo e l’odio che si può mostrare verso l’”altro”, il diverso o anche verso chi ci è vicino.
In sintesi non bisogna mai dimenticare che questo è successo per evitare che in un futuro non troppo lontano si ripetano queste atrocità. Ma serve a qualcosa ricordare un genocidio quando gli altri passano sotto silenzio? Così si introduce il reato di negazionismo ma si danno milioni di soldi alla Turchia che continua a negare il genocidio armeno. Idolatriamo persone che hanno fatto fuori milioni di indiani d’America, per non parlare de4gli indios del Sudamerica.Oppure alzi la mano chi ha mai sentito parlare di 5 milioni di congolesi fatti uccidere da re Leopoldo II del Belgio. Infine le foibe…
In sintesi,e scusate il pessimismo,perché è così difficile che l’umanità impari dai suoi errori? Un giorno, (probabilmente non in questa generazione,forse nella prossima) qualcosa di simile potrebbe succedere,perché l’uomo non ha memoria. Stiamo molto attenti perché quel giorno potrebbe essere dietro l’angolo.
 
Riflessioni di: Silvia Beltrame, Chiara Bergamaschi, Bursuc Florentina, Luca Castoldi, Chini Jessica, Eleonora Gelmetti, Lorenzo Geroli, Gabriella Grassi, Lorenzo Merli, Lazar Najdenov, Luca Ragazzo, Re Edoardo