Smartphone, istruzioni per l’utilizzo

I vantaggi che un telefono possa offrire

Per molte persone il cellulare è diventato una vera e propria ossessione, un qualcosa che ti rende indipendente.

Il cellulare è un ottimo mezzo di comunicazione, se usato con saggezza e moderazione.

Come ogni altra cosa, l’uso del telefonino ha vantaggi e svantaggi. I vantaggi sono naturalmente quelli di poter telefonare o mandare messaggi ad una persona vicina o lontana, favorendo la comunicazione; navigare sulla rete per cercare informazioni o approfondire conoscenze; scaricare applicazioni che servono per svariati tipi di attività (come il meteo, la calcolatrice e molto altro). Grazie a queste applicazioni, il cellulare è come se fosse un computer in miniatura, con stesse funzionalità, ma più maneggevole e sempre a portata di mano.

Secondo un’indagine del Movimento Difesa del Cittadino che ha sottoposto un questionario a 2.693 studenti tra gli 8 e i 15 anni, molti bambini ricevono il loro primo cellulare personale tra i 9 e i 10 anni.
Smartphone in classe, pro e contro secondo gli insegnanti:
“Lo smartphone in classe è passato dall’essere un elemento non gradito e quasi demonizzato a uno strumento di cui se ne può fare un “uso consapevole e in linea con le esigenze didattiche”.

Se un tempo quindi c’erano le audiocassette e i cd, oggi si è passati ai file e ai codici QR, in un processo di digitalizzazione dell’istruzione ormai sempre più esteso. Anche se già si trova ogni anno ad affrontare casi di cyber bullismo e dipendenza il cellulare è un dispositivo molto utile in diversi ambiti perché vietare gli smartphone in classe significa far lasciare ai ragazzi una buona parte di loro fuori dalla scuola. Le demonizzazioni non servono a molto e gli studenti troveranno sempre una scappatoia, come quelle che le generazioni passate hanno trovato per aggirare altri divieti. E poi può essere uno strumento utile per fare ricerche, spiegando perché serve andare oltre il ‘copia-incolla’, che è un esercizio senza senso, quali fonti usare e quali no. Si può lavorare sulla sitografia, fare progetti nuovi, anche interclasse.

Se si deve fare, serve la guida dell’insegnante”, che più che lo smartphone personale degli alunni in classe vedrebbe meglio l’uso di un tablet fornito dalla scuola, con accesso limitato a quelle funzionalità che possono distrarre lo studente.

Meglio utilizzare lo smartphone insieme, per renderlo strumento di un processo di autonomia della persona con senso critico, limitandone i rischi: ci sono tanti aspetti negativi, è uno strumento molto difficile da governare ma ha anche tante potenzialità”.