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ortobotanico

L' Orto Botanico del Parco Cattaruzza Fraschini

SALVIA

SALVIA (Salvia officinalis)

 

 

Dominio

Eukaryota

Regno

Plantae

Sottoregno

Tracheobionta

Superdivisione

Spermatophyta

Divisione

Magnoliophyta

Classe

Magnoliopsida

Sottoclasse

Asteridae

Ordine

Lamiales

Famiglia

Lamiaceae

Tribù

Mentheae

Genere

Salvia

Specie

S. officinalis

 Piccolo arbusto sempreverde originario del Mediterraneo. Le foglie semplici, feltrose al tatto, hanno un colore verde-grigiastro e un odore caratteristico. La forma è ovale con margine crenato, nervature penninervie, attaccatura picciolata con inserimento semplice.

Fiori: Infiorescenza a spiga di colore azzurro-violetto a fioritura estiva.

Esposizione: Pieno sole.

Esigenze idriche: non gradisce terreni particolarmente umidi, quindi tra una somministrazione di acqua  e l'altra è opportuno aspettare che il terreno si asciughi.

Esigenze termiche: Sopporta bene il nostro clima se gli inverni non sono eccessivamente freddi.

Il nome stesso di questa pianta è testimone delle virtù che gli antichi Romani le riconoscevano: infatti salvia ha la stessa radice del verbo salvare e della parola salus (salvezza, ma anche salute).

Presso i Romani la salvia doveva essere raccolta con un rituale particolare, senza l'intervento di oggetti di ferro, in tunica bianca e con i piedi scalzi e ben lavati.

Prima e dopo i Romani, dagli Egizi alla farmacopea medioevale, la salvia fu sempre apprezzatissima in erboristeria e non a caso Linneo le attribuì il nome di officinalis.

Tra i principali effetti, la salvia ha efficacia antisettica ed è anche digestiva e calmante. Le sono attribuiti altri effetti, ma non su tutti c'è concordia di vedute.

Secondo un'antica tradizione inoltre la Salvia officinalis può essere utilizzata per curare un'eccessiva sudorazione: si prepara un infuso con la Salvia officinalis e si praticano tamponamenti della zona da trattare. L'estratto di salvia è un eccellente fissatore per profumi. Rafforza le gengive ed è indicato per lo smalto dei denti.

La salvia contiene un chetone complesso, il tujone, che può risultare tossico ad alte dosi. Ciò ha impatto sia sull'uso culinario che su quello medicinale e spiega perché la salvia è stata usata come aroma ma non, per esempio, come insalata