Il movimento delle “sardine”

6000sardine è un movimento di protesta nato, lo scorso 14 Novembre, dall’iniziativa di 4 ragazzi bolognesi: Marco Santori (economista ed istruttore sportivo), Giulia Trampoloni (fisioterapista ed insegnante di danza, Roberto Morotti (ingegnere) e Andrea Garreffa (organizzatore di tour in bici per l’Europa).

Il movimento è nato prima come evento sul social network Facebook, poi concretizzatosi con una serie di manifestazioni e flash mob.

Il nome “sardine” viene dall’idea di stare tutti attaccati come delle vere e proprie sardine in scatola.

Il primo flash mob delle sardine è stato organizzato, appunto il 14 Novembre, a Bologna, per manifestare contro la prima tappa della campagna politica candidatura alle regionali, in Emilia Romagna, di Matteo Salvini.

L’obiettivo di 6000sardine non è fare propaganda politica, ma fare riflettere. Fare riflettere sulla situazione politica italiana, cosa c’è di giusto e ancora più importante di sbagliato e cosa c’è bisogno di fare per cambiarla. Il movimento delle sardine dà voce a tutte quelle persone che non si rivedono in nessun partito della scena politica attuale, ma che ha comunque delle idee precise e vuole farsi sentire. Proprio Marco Santori, uno degli ideatori del movimento, definisce 6000sardine come soluzione al populismo e al sovranismo che affliggono la politica italiana. Inoltre assolutamente contrario al fascismo, al razzismo ed a qualsiasi altra forma di discriminazione.

Molti partiti, soprattutto tra quelli di sinistra e centro-sinistra, stanno cercando di appropriarsi dei meriti raggiunti dalle “sardine” e approfittano della popolarità del neo-movimento.
Alcuni pensano, e temono, che il movimento delle sardine, in futuro, diventerà un vero e proprio partito politico come molti altri in Italia o legarsi a uno di quelli già esistenti. I fondatori, però, sostengono di non avere intenzione di  candidarsi.
Sarà davvero così?

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