La storia che non insegna

“Quelli che non ricordano il passato sono destinati a ripeterlo. Frase incisa in trenta lingue su un monumento
Del campo di concentramenti di Dachau

“Oggi più che mai, è necessario che i giovani sappiano, capiscano e comprendano: è l’unico modo per sperare che quell’indicibile errore non si ripeta, è l’unico modo per farci uscire dall’oscurità.”
Elisa Springer

Frasi come queste che descrivono l’indicibile orrore dei lager nazisti ce ne sono a migliaia. Al termine della seconda guerra mondiale, quando è stato posto sotto gli occhi di tutti l’orrore dei lager nazisti, era qualcosa che non sarebbe mai più dovuto ricapitare. Oggi a noi sembra solo un avvenimento storico, una cosa del passato che non ci riguarda più. Le nuove generazioni, che non avranno la possibilità di sentire la voce di sopravvissuti ai campi di sterminio e il loro dolore nel raccontarlo, nonostante siano passati anni da quando sono riusciti a uscire da questi “campi di morte”, sentiranno questo solo come un errore del passato che non può in alcun modo toccarli.

Questo distacco dalla storia ci ha portato di nuovo verso lo stesso errore. In Cina, sono stati costruiti dei “centri rieducativi” per la correzione, non di comportamenti sbagliati, ma di una religione detta sbagliata.
Sembra una cosa così strana, dopo tutti quei “ricordare per non dimenticare” e le manifestazioni, essere ripiombati di nuovo nei tragici errori del passato.

La storia, che doveva insegnarci a prestare maggiore attenzione al non permettere la rinascita di tragici eventi come questi, ha fallito nel suo ruolo.

Il fallimento non può però essere imputato solo alla storia, ma anche alla superficialità e all’indifferenza che le persone usano nei confronti di quello che succede nella nostra società. Con le nuove tecnologie tutti dovrebbero sapere quello che succede, anche se è dall’altra parte del mondo. L’evidenza invece ci dice che in pochi sanno veramente e in molti ignorano.

La storia purtroppo non basta da sé, serve anche che le persone ne abbiano una piena comprensione. Molti ignorano che la storia ha un ruolo molto importante: è una disciplina essenziale per la comprensione del presente. Le chiavi per comprendere il presente provengono dalla conoscenza del passato, anche se in alcuni punti è ancora oggi avvelenato. La storia scritta dai vincitori, a volte risulta essere diversa da quella dei vinti, la quale a sua volta risulta ancora diversa dal vero storico.

La orrenda vicenda dei lager nazisti e il fatto che l’umanità non ha imparato, possono essere spiegati secondo la chiave della storia, ma dobbiamo prima guardare al contesto storico. Il Novecento è un “secolo breve” composto da tre grandi blocchi (età della catastrofe, età dell’oro ed età della crisi secondo lo storico marxista Hobsbawn). Vediamo un durante questo secolo un susseguirsi continuo di eventi che hanno portato l’umanità a commettere errori abnormi, dai genocidi di massa ad errori forse meno gravi per l’epoca, ma che stanno avendo pesanti ripercussioni sul presente e le avranno sul futuro (stiamo parlando dell’inquinamento dovuto al progresso industriale). Il susseguirsi continuo non ha dato agli uomini il tempo di assimilare e comprendere la storia, e questo è stato probabilmente una delle cause se stiamo ricommettendo di nuovo gli stessi errori.

L’insegnamento della storia, della letteratura e della filosofia devono avere come scopo ultimo quello di generare persone con una coscienza in grado di discernere e con il coraggio di opporsi a scelte insensate dei leader politici che portano solo a tragedie.

Share on whatsapp
WhatsApp
Share on telegram
Telegram
Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on email
Email
Share on reddit
Reddit
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on email
Share on reddit

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ACCEDI